Redtshirt

"Viva la Vida è con il
popolo birmano
contro ogni forma di violenza.

martedì, 28 luglio 2009

mancherà sempre un tassello...
postato da: satyrica alle ore 14:06 | link | commenti - commenti (popup)
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venerdì, 28 marzo 2008

IL CENONE DI NATALE

Il cenone di Natale.

Osservavo le vite e i movimenti,quella sera capii che c’era qualcosa di comune a tutti.

Tutti.

Parenti,zii,cugini,amici avevano una storia.

Ognuno in quel salotto si portava sulle spalle un macigno,visibile, intuibile facilmente.

Quasi tutte le storie,con il loro pesante carico,sapevano di rimpianti e un pizzico,no e un consistente vuoto.

C’era Irina,che sparecchiava freneticamente,lavava i piatti più velocemente che poteva,non guardava e non parlava con nessuno, pensava a suo figlio,alla sua vita,al suo posto e alle sue fatiche.

C’era zia Carla,che sulle spalle si portava l’ossessione per l’apparire,l’ossessione per Giorgio,l’ossessione. Era infantile e triste,vuota e persa,era niente e lo sapeva,era niente e faceva di tutto per apparire intensa ma era nitido il rumore del silenzio asettico che si portava dentro.

C’era zio Mario,che guardava zia Carla,e piangeva senza una lacrima.

C’era Arianna che pensava a Luciano,che amava Luciano,che non aveva null’altro,nemmeno Luciano.

C’erano Josè e Amaranta che ballavano,calpestavano il pavimento con leggiadria e ripensavano e riportavano i profumi di quella terra,di quel Venezuela funestato da un demagogo populista pazzo. Non erano liberi,il loro Paese non era libero,la loro mente incatenata alla loro terra che non sentivano più loro.

C’era Bernardo che guardava i suoi genitori,che odiava.

Bernardo si odiava,era come loro. Lo sapeva.

C’era zia Fabiana,che non amava zio Alberto,ma non poteva far a meno di lui,malediceva il giorno del suo matrimonio e benediceva ogni sacrosanto momento di vita insieme.

C’era nonna Antonia,ferma,nel letto,senza nulla.

C’era nonna Elena,ferma,sulla sedia,senza nonno Giovanni.

C’era mio padre che si prodigava per rendere la serata inibenticabile,sapeva sarebbe stata una delle ultime serate così,tutti insieme.

C’era mia madre che,con la sua storia,vigilava su tutte le altre,lei era la padrona di casa ed equilibrava tutti i singoli “vacillare” di ognuno di noi.

C’ero io,che non avevo una storia,io che vivevo fuori da ogni storia,io che capivo di non essere.

Né rimpianti,né tristezza,né coscienza,nulla.

C’ero io,che pensavo a tutte le altre storie,che non capivo nulla di nessuna di quelle,ma che non potevo non considerare.

postato da: smarrimento alle ore 21:32 | link | commenti - commenti (popup)
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il cenone di natale

Il cenone di Natale.

Osservavo le vite e i movimenti,quella sera capii che c’era qualcosa di comune a tutti.

Tutti.

Parenti,zii,cugini,amici avevano una storia.

Ognuno in quel salotto si portava sulle spalle un macigno,visibile, intuibile facilmente.

Quasi tutte le storie,con il loro pesante carico,sapevano di rimpianti e un pizzico,no e un consistente vuoto.

C’era Irina,che sparecchiava freneticamente,lavava i piatti più velocemente che poteva,non guardava e non parlava con nessuno, pensava a suo figlio,alla sua vita,al suo posto e alle sue fatiche.

C’era zia Carla,che sulle spalle si portava l’ossessione per l’apparire,l’ossessione per Giorgio,l’ossessione. Era infantile e triste,vuota e persa,era niente e lo sapeva,era niente e faceva di tutto per apparire intensa ma era nitido il rumore del silenzio asettico che si portava dentro.

C’era zio Mario,che guardava zia Carla,e piangeva senza una lacrima.

C’era Arianna che pensava a Luciano,che amava Luciano,che non aveva null’altro,nemmeno Luciano.

C’erano Josè e Amaranta che ballavano,calpestavano il pavimento con leggiadria e ripensavano e riportavano i profumi di quella terra,di quel Venezuela funestato da un demagogo populista pazzo. Non erano liberi,il loro Paese non era libero,la loro mente incatenata alla loro terra che non sentivano più loro.

C’era Bernardo che guardava i suoi genitori,che odiava.

Bernardo si odiava,era come loro. Lo sapeva.

C’era zia Fabiana,che non amava zio Alberto,ma non poteva far a meno di lui,malediceva il giorno del suo matrimonio e benediceva ogni sacrosanto momento di vita insieme.

C’era nonna Antonia,ferma,nel letto,senza nulla.

C’era nonna Elena,ferma,sulla sedia,senza nonno Giovanni.

C’era mio padre che si prodigava per rendere la serata inibenticabile,sapeva sarebbe stata una delle ultime serate così,tutti insieme.

C’era mia madre che,con la sua storia,vigilava su tutte le altre,lei era la padrona di casa ed equilibrava tutti i singoli “vacillare” di ognuno di noi.

C’ero io,che non avevo una storia,io che vivevo fuori da ogni storia,io che capivo di non essere.

Né rimpianti,né tristezza,né coscienza,nulla.

C’ero io,che pensavo a tutte le altre storie,che non capivo nulla di nessuna di quelle,ma che non potevo non considerare.

postato da: smarrimento alle ore 21:30 | link | commenti - commenti (popup)
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lunedì, 10 marzo 2008

a chi ancora non incontro

Sbirciava negli occhi di coloro che incontrava.

 

Molti di loro,la maggior parte,non ricambiavano assolutamente quell’ingordigia nel afferrare gli occhi,quell’ineffabile,irresistibile,indomabile curiosità.

Nello scrutare,curiosare tra la gente,che per lui non era gente,c’era una voglia di sentirsi gettare addosso parole,che per lui non erano solo parole (per lui le parole non erano mai SOLO) ,né riflessi, nè fantasmi intimamente custoditi,né proiezioni del proprio essere ideale sul prossimo,né trasfigurazioni dovute al complesso di superior-inferiorità,erano le parole di un essere che era.

Punto.

 

Si immergeva nell’altro. Non lo rendeva in alcun modo,ne coglieva le parole e i tra le righe senza formulare giudizi di stampo “analisi psicologica condizionata dal privato stato d’animo di chi le interpreta”.

 

L’uomo che voleva colmarsi dell’essere altrui,l’uomo che non si innamorava di idee di donna,l’uomo che si innamorava della donna nel suo più porfondo,mistico,a tutti sconosciuto significato.

 

L’uomo che non cercava “cose in comune”,l’uomo che cercava le cose per il puro gusto di trovarle,senza aspettative né preclusioni né preferenze di sorta,arraffava le esistenze; in un dialogo apparentemente insignificante prendeva sempre qualcosa,così…ascoltando,ascoltando davvero.

 

Era magico e pericoloso il suo approcciarsi così bianco,il suo essere così spoglio e puro da poter contenere dentro di sé tutto e il contrario di questo tanto famigerato tutto.

 

Incorporava gli sguardi,le parole,i gesti,le cicatrici,i tic,le voci e andava avanti,semplicemente camminando e ascoltando chiunque senza mutare di una virgola il suo modo di porsi,senza azzardare mai un “sai anche io…”

senza mai voltare la testa distratto,senza mai smettere di fissare l’interlocutore in tutta la sua piccola,misera scatolina,in “tutto” il suo mondo,in tutto il suo essere,in tutto il suo desiderare,in tutto il suo potere,in tutto il suo credere e in tutto il suo sognare.

 

Era come se il suo essere non si limitasse ad essere un patchwork delle sue esperienze,dei suoi rapporti interpersonali;era come se il suo essere fosse un fluido che tutto prende e niente scaccia, che contiene il tutto e il nulla senza conflitti,che contiene i conflitti e la pace,che contiene l’odio e l’amore,la destra e la sinistra,il sole e la luna,il cielo e la terra,il giorno e la notte,il volgare e il sublime,la moralità e l’immoralità,l’universalismo e il relativismo, l’Illuminsmo e il Romanticismo,l’ateismo e la fede,la vita e la morte.

 

Comprenderlo era facile e difficile.

Viverlo era possibile e impossibile.

Afferrarlo era seriamente ridicolo,il solo tentativo di afferrarlo era miseramente e stupendamente tragicomico
postato da: smarrimento alle ore 23:13 | link | commenti - commenti (popup)
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domenica, 24 febbraio 2008

Si è intrufolato nella mia vita come una di quelle fastidiose molle che di notte emergono dagli inferi di un materasso da quattro soldi e ti si conficcano nella schiena.Non hai scampo:ogni notte torni a distenderti e quando meno te l'aspetti,la dannata molla è lì,pronta a coglierti di sorpresa e a romperti i maroni quando la situazione sembrava migliorata.Bastarda maledetta.
Lui è così,odi et amo,sta sempre lì a smadonnare pronto a giurare che non lo rivedrai mai più se è questo che vuoi.
E' uno stronzo.E' il classico tipo con cui tuo padre vorrebbe non uscissi.E' così strafottutamente jazz.
Tu sei così,odi et amo,stai sempre lì a smadonnare pronta a giurare che non vuoi rivederlo mai più perchè è questo che vuoi.
Passano giorni che,sai, il tempo ristagna su stesso,mefitico,e tu vivi per inerzia e te ne sbatti di rincorrere dubbi esistenziali,degli altri poi...
Così impregnata ed assueffata dal tuo ego,così misantropa,così nichilista,così svogliata...così così.
"Di cosa hai paura piccola?"
"...non ho paura,ho sonno,fammi dormire,cazzo!!!"
Hai passato giorni in tranquillità e ti sei preoccupata solo del tuo cursus honorum,ti senti un pò vuota.
"Stasera suono all' otto jazz club.Vieni."
Una piacevole sorpresa,ci sta tutta una risposta positiva.
Arrivi un pò ritardo,tanto per far pesare la tua attesa.
Lui è lì sul palco scalcagnato,ma è bello,con la fronte leggermente imperlata di sudore ed il volto teso ed arrossato,ondeggia con il suo sassofono.Finalmente sembra notare che tu sei in sala,ti guarda per un attimo che sembra riecheggiare in un sogno lontano,ma non è lo sguardo solito che ti riserva,è uno sguardo indifferente che ti attraversa e ti dà un brivido.Fai finta di nulla,sorridi ed alzi il bicchiere del tuo drink come a voler brindare,per tutta risposta lui ti dà le spalle.
"E' così retrò l'essere permalosi" pensi fra te e pensi anche che questa sera gli mostrerai il tuo risentimento.
La serata sta volgendo al termine,lui ripone lo strumento nella custodia e fa segno ai suoi colleghi che li raggiungerà dopo,un dopo indefinito.
"Pensavo non venissi."
"Sei stato magnifico stasera."
"Grazie." fa lui freddo.Già ti aspettavi che per il complimento ti saltasse addosso riconoscente,come suo solito,invece no.
Ti offre da bere e scambiate qualche parola imabarazzata mentre lui sorseggia il suo bourbon.
"Non sopporto più i tuoi atteggiamenti da stronza,arriverci." e ripone il suo bicchiere vuoto sul bancone.
Sei rimasta di sasso.E pensare che credevi che lui avrebbe attraversato gli oceani del tempo per te.

Si è intrufolato nella mia vita come una di quelle fastidiose molle che di notte emergono dagli inferi di un materasso da quattro soldi e ti si conficcano nella schiena.Non hai scampo:ogni notte torni a distenderti e quando meno te l'aspetti,la dannata molla è lì,pronta a coglierti di sorpresa e a romperti i maroni quando la situazione sembrava migliorata.Bastarda maledetta.

Ho cambiato il materasso.Non sopportavo più che la stramaletta molla si fosse ritirata nella sua nicchia senza farmi compagnia.Ora è come se dormissi su un letto di chiodi.
Il tipo non l'ho visto più da quella sera,è evaporato insieme al suo four roses bourbon.

E' uno stronzo.E' il classico tipo con cui tuo padre vorrebbe non uscissi.E' così strafottutamente jazz.

postato da: satyrica alle ore 18:39 | link | commenti - commenti (popup)
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sabato, 02 febbraio 2008

...é ridicolo,tanto sculettare per niente.
Del resto se hai le tette piccole un reggiseno imbottito non migliora la situazione.
Qualcuno se n'è accorto,forse.
L'ho sognato magari?
Era intento a svuotare il frigo,l'ho visto,anche se facevo finta di dormire.
Le lenzuola sono impregate dei nostri corpi,ancora...
mi si è attacato addosso come una seconda pelle...cazzo!l'idea è abbastanza ripugnante!
Non sono mai stata un tipo molto romantico.
se n' è andato ora.
Bevo un bicchiere di latte...rancido.
cazzo è scaduto.
anche le persone scadono,si,dopo un pò mi puzzano.
No problem,siamo pronti a gettare via,differenziando sempre,è ovvio.
Qualcosa magari la posso tenere...

postato da: satyrica alle ore 14:53 | link | commenti (2) - commenti (2) (popup)
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giovedì, 17 gennaio 2008

Basta un cammello.

Questa mattina, ad un incrocio, ho visto un cammello.

Se ne stava beato a mangiare un po' d'erba, incurante delle auto che gli sfrecciavano davanti agli occhi - cosa a cui certo non è abituato.

Non sono impazzita, e neppure abito in Africa: nella mia città è arrivato un circo. Il cammello è stato 'parcheggiato' vicino al semaforo dal suo addestratore, impegnato a distribuire biglietti omaggio ai passanti.

(non voglio entrare nel merito di un discorso delicato quanto infelice, ovvero il maltrattamento degli animali nei circhi. Non voglio neppure giudicare razionalmente il fatto che un cammello se ne stesse legato ad un palo della luce vicino ad un semaforo...)

Ebbene, come l'ho visto, i miei piedi si sono inchiodati all'asfalto, i miei occhi si sono spalancati e la mia bocca si è aperta in un enorme sorriso! Era meraviglioso!

Mi sono voltata verso mia mamma e ridendo le ho detto: «Guarda! Che bello!». Sembravo una bambina di cinque anni. Ci mancava che mi mettessi a saltellare!

Mi sentivo felice, davvero. La gioia di avere provato un'emozione infantile e pura, spontanea - per una cosa da poco, tutto sommato, banale o stupida, potrebbe giudicare qualcuno - mi ha riempito il cuore.

Vedere quel cammello beato, dal muso simpatico, così perfetto, mi ha messo tanta allegria.

Ero meravigliata, e grata per la bellezza che avevo davanti agli occhi.

Ho continuato a voltarmi indietro a guardarlo, e a dire: «Che bello!», fino alla fine della strada. Girato l'angolo, mi è venta in mente una poesia di Gianni Rodari, studiata alle elementari.

Il dromedario e il cammello

Una volta un dromedario,
incontrando un cammello,
gli disse: - Ti compiango,
carissimo fratello;
saresti un dromedario
magnifico anche tu
se solo non avessi quella brutta gobba in più.

Il cammello gli rispose:
- Mi hai rubato la parola.
E' una sfortuna per te
avere una gobba sola.
Ti manca poco ad essere
un cammello perfetto:
con te la natura
ha sbagliato per difetto.

La bizzarra querela
durò tutto una mattina.
In un canto ad ascoltare
stava un vecchio beduino
e tra sé, intanto, pensava:
"Poveretti tutti e due,
ognun trova belle
soltanto le gobbe sue.
Così spesso ragiona
al mondo tanta gente
che trova sbagliato
ciò che è solo differente!"

(Gianni Rodari)

La mia giornata è iniziata bene, e avevo voglia di portare il mio sorriso e la semplicità di questo piccolo aneddoto a voi che mi leggete, augurandovi la mia stessa gioia, e anche di più.

Ps: questo post, pubblicato sul mio blog partecipa all'iniziativa per la lotta al neuroblastoma. Per ogni post sul sorriso segnalato, Comicomix donerà 2 euro alla Fondazione per la lotta al neuroblastoma.Qui trovate tutti i dettagli.

postato da: ValentinaD alle ore 17:10 | link | commenti - commenti (popup)
categorie: vita, emozioni, sorrisi
domenica, 13 gennaio 2008

Sulle mie rotaie.

"Ciao, sono qui che penso a tutto. A quello che il tempo passando mi sta insegnando e che se la vita non vuole ridarmi il treno che mi sono fatto sfuggire, vuol dire che dovrò correre molto per poter salire la prossima volta.

Scrivo a te, che la notte sogni di essere da qualche altra parte. A te, che le notti ti servono solo per riposare dai giorni che corrono via senza darti la possibilità di un sogno. A te, che guardi il cielo e conti le stelle aspettando che una di loro cada, passandoti vicino...e ti faccia realizzare tutti i tuoi sogni.

Sono qui, alla stazione. Aspetto un treno, che prima o poi, lo so, passerà.

E intanto chiudo gli occhi."




Ricordando Massimo.

postato da: EllySunset alle ore 10:46 | link | commenti (2) - commenti (2) (popup)
categorie: ricordi
venerdì, 28 dicembre 2007

fantasticherie

camminava su una corda sospesa sui carboni ardenti,aveva sempre pensato che non sarebbe stato  conveniente farsi distrarre dalle "futilità umane" e cadere,bruciarsi le chiappe.Non conosceva la realtà che lo circondava,non gliene sbatteva,respirava per inerzia (quando si ricordava di esistere).Non aveva mai provato qualcosa che rasentasse l'emozione,l'amore,l'odio,solo la noia che lo ricopriva come la brina che scende sui rami rinsecchiti in inverno...e intanto filava spedito sulla sua corda come uno di quei giocattoli a molla che sembrano osservarti con vuoti sguardi bianchi quando,inanimati,esauriscono la carica.E intanto il suo pubblico si divertiva,e lui lì,sospeso,impassibile.In fondo il suo stipendio era quel che era,cioè quello di un fenomeno da baraccone,e le smancerie e i sentimenti sono cose per gente che ha del tempo libero.In fondo cosa sono i sentimenti se non delle inutili occupazioni?
postato da: satyrica alle ore 16:15 | link | commenti (2) - commenti (2) (popup)
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giovedì, 06 dicembre 2007

problema eco-balle

vorrei ricordare a tutti che a Morcone (bn) in contrada Colle Alto si sta svolgendo un presidio nella  zona della cava per provare ad impedire l'arrivo di rifiuti chiamati eco balle.

il problema fondamentale è che queste balle di rifiuti non hanno nulla di eco in quanto contengono materiale inquinante... il sito individuato è situato a 70 m dal fiume tammaro la cui acqua  dovrebbe alimentare in futuro gli acquedotti comunali.

chiediamo,pertanto,il vostro supporto e la vostra solidarietà.

postato da: smarrimento alle ore 20:45 | link | commenti (5) - commenti (5) (popup)
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venerdì, 30 novembre 2007

Ali Spezzate

A volte si hanno sogni e ambizioni che pensi siano troppo grandi e irraggiungibili. Però a volte capita che si avverirono in qualche modo...ma è qui che iniziano le difficoltà; pensi che non li meriti o addirittura ti fermi a pensare come questo sia potuto accadere proprio a te..e nel frattempo il tuo sogno ti scorre accanto, ti dà la mano, ti guarda mentre tu cerchi ancora di realizzare quello che ti sta succedendo..proprio come quando fai un terno al lotto e controlli più volte i numeri per essere sicuri che siano quelli giusti. Ma non riesci a scioglierti, ad accettare di essere amato ed accettato come sei, e quando finalmente puoi volare, le tue ali sono appesantite da un macigno che te lo impedisce e non riesci a scrollartelo di dosso...quel macigno è il tuo cervello, sono le tue paure, le tue insicurezze che ti impediscono di godere e vivere quel sogno che hai tanto inseguito..e nel frattempo il tuo sogno si stanca di te, si stanca di non poter volare e ti lascia per terra, da solo..
E allora pensi che non te lo meriti per davvero quel sogno, e non ci speri nemmeno più per paura della tua reazione..e vivi da solo afflitto dalle mille paure e insicurezze che ti circondano.

"E' un destino quello di esser soli, soli come me...."

BrokenWings

postato da: Keane79 alle ore 23:14 | link | commenti (2) - commenti (2) (popup)
categorie: paura
domenica, 11 novembre 2007

A volte..ritorno!!

Buona Domenica!!! Scusate se sono sparita, ho l'acqua alla gola tra studio, lavoro famiglia e varie ed eventuali!!! Però ho trovato un pensieo bellissimo che esprima quello che vorrei dirvi!! ^_^  E penso valga per tutti quelli a cui non bastano più di 24 ore!!!! ^_^ 

Un bacio grande a tutti!

postato da: spankina alle ore 15:05 | link | commenti (4) - commenti (4) (popup)
categorie: amicizia
domenica, 04 novembre 2007

A Rosario che mi ha regalato un brandello di intensità e che è scappato prima che potessi dirglielo.

 

 

Gongolandomi nel mio malessere incrociai i tuoi occhi.

vivi.

senza amore ma vivi,vivi,vivi.

Pensai che quel giorno avresti potuto amare me.

Solo per quel giorno.

E così fu.

Allora,ci ammammo.

Ti regalai un po’ di me,non avevo nessun altro a cui dare un po’ di me.

Bastarono i tuoi occhi vivi,

e mi concessi.

“la gente è cattiva,Anna”.

Furono queste le tue parole.

Poi c’era il mare e l’inebriante sapore di terre lontane.

Dimenticai quella frase,

ti amai, per quel lungo splendido giorno.

Amai i tuoi occhi vivi,

la voglia che avevo delle tue labbra,

amai me,che ti amavo così tanto.

 

Spegnemmo la luce,non vedevo i tuoi occhi.

Non ti amai più.

Non mi amai più.

postato da: smarrimento alle ore 02:24 | link | commenti (3) - commenti (3) (popup)
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giovedì, 01 novembre 2007

la spigola e il branzino

La rivista mi propone un dubbio stimolante,ci sto a pensare tutto il giorno.

Spigola o branzino?

Gli occhi inespressivi del pesce morto,non so se sia spigola o branzino,mi scrutano da fondo pagina.

Pensavo a te.

Pensavo anche a me,per la prima volta.

Stavo male,per te,per me…per l’ennesima volta.

Il mio credere in te era incentrato sulla tua profondità,svanita.

Forse mai esistita.

Spigola o branzino?

postato da: smarrimento alle ore 12:21 | link | commenti - commenti (popup)
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lunedì, 29 ottobre 2007

Blog

ho un annuncio da fare.
Ho creato un nuovo blog dove raccolgo frammenti di capitoli di un libro che sto scrivendo (in realtà l'ho già finito ma lo sto risistemando), mi farebbe piacere se passaste a darci un'occhiata e mi diceste che ve ne pare, per me sarebbe importante

La figlia della luna
postato da: Shoruel alle ore 19:48 | link | commenti - commenti (popup)
categorie: letture

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